L’Associazione organizza serate informative al fine di promuovere l’invecchiamento attivo nella popolazione diffondendo un “modello ecologico” già scientificamente fondato che favorisca uno stile di vita sano, fungendo da fattore protettivo anche contro le malattie neurodegenerative. Un obiettivo importante è quello di sviluppare maggiore sensibilità verso la problematica dell’emarginazione sociale dell’anziano e lo stigma legato all’invecchiamento.

La discriminazione basata sul pregiudizio nei confronti del malato di Alzheimer etichettato come “pazzo” comporta ogni giorno esclusione, rifiuto, vergogna, solitudine.

Lo stigma oltre ad essere un atteggiamento infondato, è il principale ostacolo alla cura poiché genera un circolo vizioso di malattia e pregiudizio.

“Il malato può perdere la parola, ma il desiderio di espressione e comprensione resta intatto per tutta la durata della vita; così, mediante la stimolazione neurosensoriale (visiva, uditiva, fisica, tattile, gustativa) si possono mantenere connessioni nervose scarsamente utilizzate e favorire lo sviluppo in una sorta di vicarianza funzionale.” (Senatrice Rita Levi Montalcini)